Desideriamo  innanzitutto riportare alcune parti fondamentali del discorso di Piero Calamandrei pronunciato l’11 febbraio del 1950 a Roma:

“Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola “l’ordinamento dello Stato”, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volontà del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verrà naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verrà in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo”

E’ facile essere d’accordo con lui, la scuola è un organo “costituzionale” fondamentale  per la democrazia, perché crea la classe dirigente del nostro paese: quelli che ricoprono una carica in Parlamento, che dirigono aziende, istituti scolastici e  culturali.

Ora considerato il ruolo fondamentale che la scuola ricopre, possiamo ritenerci soddisfatti della considerazione  che i politici ne hanno? Diremmo proprio di no.

Tanti sono i mali che da tempo la affliggono: il sovraffollamento delle classi che non permettono all’insegnante di svolgere un adeguato lavoro di recupero o di potenziamento, la non sicurezza degli edifici scolastici , una piaga che affligge da anni il sistema scolastico ; la mobilità degli insegnanti che mette a dura prova la continuità didattica e le relazioni umane instaurate fra docente e allievo. La legge 107/15 ( Buona Scuola ?)   che avrebbe dovuto intervenire su diversi  aspetti del sistema scolastico, non ha di certo risolto queste problematiche.

C’è  inoltre da chiedersi : la politica quanto riguardo ha per il  personale docente? Lo dice la Carta costituzionale stessa che la funzione del docente è fondamentale per la divulgazione della cultura e della sua propagazione fra i giovani  disponendoli  alla formazione umana, ma se questo è il compito dell’insegnante , non meriterebbe maggiore rispetto da chi governa il paese, visto che i politici stessi sono stati educati e formati nella scuola?

Crediamo  sia davvero deprimente per gli insegnanti essere precari, sovrannumerari, perdenti posto, tappabuchi, perdenti ore,  assunti con chiamata diretta,  spediti non si sa dove, appartenenti ad una graduatoria piuttosto che all’altra, essere indicati come cattivi o buon insegnanti dal dirigente scolastico. I docenti  vorrebbero sicuramente e semplicemente  svolgere il loro mestiere, che è quello che sanno fare meglio: educare e formare le nuove generazioni …e scusate se è poco!

Anita Di Giuseppe

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